Introduzione a AutoFS


AutoFS permette di montare automaticamente delle partizioni o delle share condivise al momente del bisogno e smontarle automaticamente quando non vengono utilizzate per un periodo di tempo lungo.

Il modo usuale per montare automaticamente le partizioni in modo statico all’avvio del sistema consiste nell’inserire una voce nel file /etc/fstab. Con AutoFS, invece, le partizioni con vengono montate automaticamente solo quando vi si accede. Inoltre, Autofs può essere configurato in modo tale che le partizioni montate vengano smontate automaticamente dopo un tempo stabilito dall’utente se non viene fatto più alcun accesso.

Detto questo tale peculiarità è ottima per file system o share condivise mappate da utenti client, mentre nel caso vogliate usare questa funzionalità su sistemi server sotto monitoraggio dei filesystem potreste trovarvi con mount point che spariscono quindi fate attenzione a come impostate il monitoraggio.
Un’altro problema è relativo alla manutenzione della share. Se prevedete di tenere la share offline dovete assicurarvi che nessun client/server ne faccia richiesta durante il fermo.

Autofs è stato progettato principalmente per il montaggio di condivisioni di rete (ad esempio NFS o SMB). Rispetto all’integrazione statica, si riduce il carico sulla rete in quanto chi non la usa non fa traffico inultile. Poiché il montaggio avviene in un momento successivo rispetto all’elaborazione di /etc/fstab, non c’è pericolo che la rete non funzioni ancora al momento del montaggio perchè esso avviene molto dopo. L’altro vantaggio di autofs è in caso di temporaneo disservizio, il mount point può essere rimontato in automatico non appena torna disponibile.

Lo strumento principe della gestione di AutoFS è l’onnipresente systemd che mette a disposizione contiene già un semplice automounter con cui è possibile eseguire diverse (ma non tutte) le funzioni di autofs.

Per usare autofs, bisogna assicurarsi che autofs sia disponibile sul sistema, non tutte le distribuzioni Linux lo prevedono di default.

Su sistemi basati su Debian:
apt install autofs
oppure su sistemi basati su Red Hat:
yum install autofs

Le impostazioni di base di autofs sono specificate nel file /etc/default/autofs oppure in /etc/auto.master (e file di configurazione indicati nel file base).
La configurazione di un filesystem di AutoFS avviene in due posti diversi: prima bisogna modificare il Master Map File /etc/auto.master che contiene le cartelle per tutti i punti di montaggio e dei file singoli per ogni filesystem. Sia il file di mappa principale che i file di mappa individuali sono file di testo che possono essere creati e modificati dall’utente root (o sudoer).

In sistemi derivati da Red Hat, per esempio, possiamo trovare che nel file /etc/auto.master c’è una riga che mappa il mount point /misc, le impostazioni di autofs per /misc sono dettagliate nel file /etc/auto.misc.


In quest’ultimo vediamo la configurazione per l’automount del lettore CD/DVD.
La sintassi è molto semplice ci sono tre campi per riga separati da un carattere di tabulazione (un tab):

cd -fstype=iso9660,ro,nosuid,nodev :/dev/cdrom


Nel primo campo c’è il nome che vogliamo assegnare al mount point (deve essere univoco), nel secondo le opzioni simili a quelle del file fstab precedute da -fstype=, nell’ultimo campo come primo carattere abbiamo i due punti seguiti da il nome del dispositivo.

AutoFS può smontare il filesystem in automatico e il tempo lo possiamo decidere noi. Se non decidiamo nulla di default AutoFS smonta il filesystem dopo 5 minuti dall’ultimo uso. Se desideriamo cambiare tale opzione, possiamo aggiungerla nella lista delle opzioni del secondo campo: –timeout=600. 600 corrispondono a 600 secondi, il che va ad indicare che il filesystem sarà smontato in automatico dopo 10 minuti (600 secondi) anzichè 5.

cd --timeout=600,fstype=iso9660,ro,nosuid,nodev :/dev/cdrom

Per attivare una nuova impostazione, per la quale il file /etc/auto.master è stato modificato, è necessario riavviare il servizio AutoFS, invece se è stato modificato un file singolo è sufficiente fare il reload del servizio.
systemctl restart|reload autofs

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *