VirtualBox

virtualboxVirtualBox è un software per la adoperare più sistemi operativi contemporaneamente su un solo computer rilasciato con due licenze: freeware (o meglio, PUEL per uso personale) e GPL. Alle due licenze corrispondono due versioni diverse: VirtualBox e VirtualBox OSE. La versione OSE è quella che segue la GNU Public License, questa è disponibile come pacchetto di installazione delle distribuzioni GNU/Linux oppure nei repository della varie distro. VirtualBox OSE contiene delle funzionalità in meno rispetto alla PUEL che però vengono solitamente inserite in versioni successive tipicamente.
Se non sapete cosa scegliere, vi consiglio di scaricare la versione PUEL valida per Windows, Linux e Mac OS X.
Dopo aver scelto quale è la più indicata si può passare all’installazione. Queste istruzioni di solito sono valide anche per le versioni più vecchie del programma di virtualizzazione.

Installare VirtualBox è molto semplice, basta scaricare il pacchetto precompilato per il proprio sistema operativo: Windows, Debian, Suse (OpenSuse), Ubuntu, Fedora, Mac OS X che solitamente ha una dimensione di poco inferiore ai 70 megabyte. C’è la possibilità anche di scegliere l’architettura in uso: 32 bit (i386) oppure 64 bit (AMD64). Su Linux è possibile che siano richiesti dei pacchetti aggiuntivi per risolvere le dipendenze come libqt4-opengl in Debian Squeeeze.

Al termine dell’installazione se si usa Linux, è bene aggiungere il proprio utente ad gruppo vboxusers, se non è stato già fatto (nei commenti le istruzioni per aggiungere l’utente).

Il programma è fornito di una piacevole interfaccia grafica con la quale si possono gestire tutti gli aspetti delle virtual machine: creazioni di dischi, gestione macchine virtuali…

 

Per creare una virtual machine nuova, basta cliccare sull’icona Nuova. Nella finestra “Nome MV e sistema operativo” si deve digitare un nome da dare alla macchina virtuale. Dal menù a tendina si può indicare il sistema operativo o il kernel che sarà adoperato della virtual machine; sono disponibili DOS, Windows 3.1, Windows 95, Windows 98, Windows Me, Windows NT 4.0, Windows 2000, Windows XP, Windows Server 2003/2008, Windows Vista, Windows 7, Windows 8 Linux 2.2, Linux 2.4, Linux 2.6, OS\2 Warp 3, OS\2 Warp 4, OS\2 Warp 4.5, FreeBSD, OpenBSD, NetBSD, Netware, Solaris, L4. Con alcuni accorgimenti è possibile installare anche Snow Leopard.

Nella finestra successiva si può scegliere la quantità di RAM da assegnare alla macchina virtuale. Il massimo acconsentito è la dimensione della RAM fisica: è opportuno assegnare molto meno spazio della RAM e questa impostazione deve essere stabilita in base al numero delle macchine virtuali fatte girare contemporaneamente. Indicativamente per Windows XP potrebbero essere utili dai 256 MB ai 512 MB, per Linux dipende dall’uso o meno di un ambiente desktop.

Avanzando, appare la finestra per la creazione di un’immagine, ovvero di un hard disc virtuale, dove installare il sistema operativo prescelto. C’è la possibilità di indicare un disco fisso virtuale esistente oppure creare uno ex-novo.

Si può specificare la dimensione cliccando su Nuovo oppure scegliere un’immagine già esistente; si possono adoperare immagini di formato: vdi (nativa), vmdk (compatibile con vmware), vhd (compatibile con Virtual PC e Hyper-V) e HDD (Parallel). Purtroppo non sono supportate immagini in tipo raw o qcow.

Durante la creazione di un nuovo disco virtuale è utile lasciare che il disco abbia una dimensione variabile, scegliendo la voce allocato dimanicamente, così sarà prodotta un’immagine che crescerà a man mano che servirà lo spazio, mentre con una dimensione fissa verrà creato un file della dimensione del disco virtuale.

Il nome dato al disco virtuale di default è il nome della macchina virtuale, meglio lasciarlo così com’è. E’ bene invece modificare la dimensione massima del disco a seconda del sistema operativo adoperato e all’uso che si vorrà fare del disco. La dimensione massima del file è determinata dal file system dove sarà memorizzata. Per esempio usando un file system, su sistema operativo ospitante, con FAT 32 sarà non più di 2 GB.

Il file verrà posizionato nella cartella adoperata da VirtualBox. Utilizzando Linux come sistema operativo sarà posizionata in /home/utente/.VirtualBox/VDI/ oppure /home/utente/VirtualBox VMs/ mentre in Windows.

Nella finestra successiva appare un riepilogo sulla virtual machine. Terminando il procedimento compare la schermata principale di VirtualBox che mostra la nuova macchina virtuale appena preparata.

In particolare la macchina di nome Ubuntu, che ora è spenta, disporrà di 512 MB di RAM, ha una scheda video da 12 MB e un hard disc di capacità 8 GB.

Per avviare la macchina virtuale basta selezionarla e premere avvia.

Apparirà una schermata che indica come poter uscire dalla finestra della macchina virtuale. Per uscire basta premere i tasti indicati in basso a destra.

Al primo avvio, viene presentata una guida all’uso.

E’ possibile scegliere da quale dispositivo installare il sistema operativo: o dal lettore o dal floppy o da un’immagine auto avviabile presente su un supporto (es: immagine del cd di Windows XP).

Si possono modificare la quantità della memoria e altri paramenti nel menù Impostazioni.

Si può aggiungere altri due dischi virtuali come primary slave e secondary slave, abilitare e montare il floppy disc, un lettore CD o DVD, gestire la sezione audio o le impostazioni di rete per la macchina virtuale e il desktop remoto.

Se si possiede un processore che supporta le istruzioni per la virtualizzazione VT-X o AMD-V, è possibile abilitare la funzione che renderà la virtualizzazione più performante nel menù Sistema quindi Accelerazione.

Errori

Può capitare che l’installazione abbia qualche problema, ad esempio può comparire il messaggio: Accesso al sottosistema USB non riuscito. Impossibile caricare il servizio Host USB Proxy (VERR_FILE_NOT_FOUND). Il servizio potrebbe non essere installato sul computer host. NS_ERROR_FAILURE (0×00004005)
In questo caso può essere che ci sia un conflitto se Vmware è installato sullo stesso computer. Per risolverlo occorre disinstallare Vmware.

Video che mostra la creazione di una virtual machine con VirtualBox

VirtualBox

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