VMware ESX vs Hyper-V

vs VMware ESX è la soluzione per la virtualizzazione server di punta realizzata da VMware mentre Hyper-V è il prodotto di Microsoft in concorrenza con VMware ESX. Ecco provati i prodotti in un interessante test condotto su un server con 16 processori.

VMware ESX può vantare una storia di qualche anno alle spalle e quindi gli sviluppatori di IBM possono contare su un grande numero di feedback emessi dagli utenti circa le prestazioni e le migliorie necessarie di questa soluzione. D’altra parte Hyper-V è appena uscito sul mercato e quindi può beneficiare di una maggior pulizia del codice e adattamento alle nuove tecnologie, tanto che ad esempio Microsoft Hyper-V non è disponibile per piattaforme a 32 bit; il solo supporto dei 64 bit al momento della progettazione del rivale era impensabile data la scarsa diffusione di processori server adatti.

Per quanto riguarda invece i sistemi operativi supportati è da sottolineare che Hyper-V supporta solo Windows (in varie versioni) e SuSE Linux Enterprise, nessun altra distribuzione GNU/Linux è garantita funzionante su Hyper-V (è possibile usarli ma non è fornito alcun supporto da Microsoft). Invece VMware ESX è più permissivo.

Ora tenendo in considerazione queste premesse si può cercare di capire quale fra  VMware ESX e Hyper-V regala migliori prestazioni.

Il test è stato condotto dai laboratori di networkworld.com, il server è un HP DL580G5 con 16 CPU. Stati provati due sistemi operativi Windows Server 2008 e SuSE Linux Enterprise in quanto entrambi i prodotti per la virtualizzazione sono ufficialmente supportati.

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Il test misura le prestazioni di VMware ESX e Hyper-V sul sistema operativo host quando sono aggiunte una o più macchine virtuali con quattro vCPU assegnate ad ognuna.

Nella prima misurazione “Operative system running natively across four CPUs” si ottiene (punteggio prodotto da SPECjobb2005 un benchmark sintetico) che quante operazioni di base al secondo in media sono svolte dal sistema operativo host senza nessuna VM attiva, per vedere quanto si riduce la capacità di calcolo coll’aumentare del carico di lavoro. Invece nel secondo rilevamento SPECjobb2005 è stato eseguito mentre è attiva una macchina virtuale creata da Hyper-V alla quale sono stati attribuiti quattro processori virtuali.

Come si può notare dalla tabella Hyper-V ottiene più alti punteggi quando le macchine virtuali in esecuzione sono tre mentre Vmware ESX è migliore con una e sei VM.

L’esecuzione di tre machine virtuali con 4 CPU è resa più facile in quanto i processori disponibile sul server sono 16 e le macchine virtuali ne occupano 12 quindi ne rimangono 4 liberi, con sei VM invece la situazione cambia siccome non è più possibile mappare una CPU fisica a una virtuale.

Da questo test si capisce come VMware ESX gestisca meglio situazioni di carico elevato.

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In un altro test viene calcolato il numero in milioni di operazioni I/O al secondo che il sistema operativo host riesce a svolgere mentre sono in uso alcune macchine virtuali, per questo test è usato il software IOmeter.

Microsoft Hyper-V Linux Interface Connector kit è una serie di driver che migliorano l’integrazione tra Hyper-V e SuSE Linux Enterprise.

VMware ESX ottiene punteggi superiori. Naturalmente questo articolo è solamente un estratto della relazione stesa dai ricercatori, la versione integrale in lingua inglese è “VMware edges out Microsoft in virtualization performance test“.

La conclusione è semplice; si nota come VMware ESX sia più maturo, in grado di gestire meglio un alto carico di lavoro e di amministrare bene i cicli CPU del server; persino con Windows Server 2008 si percepiscono differenze tra Vmware ESX e Microsoft Hyper-V.

Probabilmente in futuro eseguirò test prestazionali sui prodotti.

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