Come aumentare lo spazio di una partizione ext4 montata


A volte capita di dover estendere lo spazio disco associato ad una partizione di tipo EXT4 che è attiva (online) su un server. Nel nostro caso abbiamo un server con Ubuntu 14.04 sul quale è necessario più spazio per cui bisogna estendere la partizione / del sistema operativo.

Il server non ha logical volume (LVM) ma le partizioni sono le solite standard.

Il problema di questa configurazione è la swap. Infatti la partizione di swap è posta alla fine del disco SDA, quindi è necessario toglierla perchè una classica partizione EXT4 deve essere contigua.

Come si può vedere abbiamo una partizione SDA5 di swap a fine disco.

La prima cosa da fare è estendere il disco, se è un disco virtuale spesso è opportuno spegnere la virtual machine ed estendere il disco. Poi riaccendere la virtual machine. Se il disco è fisico, rimuovere la swap e usare quello spazio per estendere la partizione principale. La swap può essere ricreata su un altro disco oppure fatta su file.

Nel nostro caso vogliamo espandere la partizione / e mantenere la partizione di swap di 3 GB sullo stesso disco.

Attenzione questa procedura è rischiosa e potrebbe portarvi alla perdita di tutti i dati, per cui in primis è necessario fare un backup di tutto.

Ok. Ora il disco SDA è stato espanso di ulteriori 4 GB passando dai precedenti 8 GB ai 12 GB. Dobbiamo rimuovere la swap, cancellare le partizioni, ricreare la partizione / e quella di swap.

La partizione di swap va disattivata.

swapoff /dev/sda5

Poi va lanciato fdisk sul disco che contiente il tutto.

fdisk /dev/sda

Premendo il carattere p, si ottiene la situazione attuale delle partizioni.

Cancelliamo la partizione 5 e la 2 che sono rispettivamente la swap e una partizione estesa. Per cancellare una partizione premere il tasto d, seguito dal numero della partizione es. 5.

Ora c’è la parte più delicata: quella di cancellare anche la partizione 1. Premendo d, si cancella l’ultima partizione esistente.

La partizione / va ricreata come una nuova partizione primaria la cui dimensione deve essere pari allo spazio del disco meno lo spazio della swap, quindi se il nostro disco è di 12 GB e la nostra swap di 3 GB, la partizione / sarà di 9 GB.

Per creare una partizione nuova premere n, poi p (per primaria), +9G per assegnare 9 gigabyte di spazio.

Ora è possibile creare la partizione di swap. Premere n per una nuova partizione, p per una primaria, come partition number premere INVIO per confermare l’opzione di default. Siccome è l’ultima partizione del disco anche la dimensione è quell di default, quindi basta premere INVIO.

E’ opportuno, a differenza della partizione di root, modificare l’etichetta (tag) del codice, premendo t, indicando la seconda partizione premendo 2 e inserendo l’hex code 82.

questo è lo stato dopo tutte le operazioni:

Per confermare tutte le operazioni bisogna premere il tasto w.

Può essere che compaia un messaggio di avvertimento. In questo caso, la tabella delle partizioni modificata non è stata ricaricata dal kernel, quindi per poter estendere il disco, occorre ricaricare la tabella.

Per ricaricare la tabella usare il comando partprobe.

partprobe

Creiamo la nuova swap, usando il classico comando:

mkswap /dev/sda2

Annotiamoci l’UUID (quello che nell esempio inizia con 1c8…) che è apparso sopra. Apriamo il file fstab e modifichiamo l’UUID associato alla swap vecchia con quello nuovo.

vi /etc/fstab

Il nuovo file fstab avrà queste informazioni:

La swap va nuovamente attiva con il comando swapon, per verificare poi lo stato si può ricorrere allo stesso comando con il parametro -s.

swapon /dev/sda2
swapon -s

Finalmente possiamo estendere la partizione / con il semplice ma efficace resize2fs.

resize2fs /dev/sda1

Il ridimensionamento è online, ossia senza la necessità di smontare il filesystem / per estendere la partizione. Ora la partizione è molto più grande.

Cancellare una partizione di ripristino

La partizione di ripristino è una partizione dedicata sul disco rigido o SSD del PC utilizzabile per ripristinare o reinstallare il sistema operativo in caso di errore del sistema.
Sebbene l’eliminazione della partizione di ripristino non sia difficile, è importante cancellarla in modo sicuro per evitare problemi in seguito.
Windows 10 non consente di eliminare la partizione di ripristino esistente. Se si usa lo strumento gestione del computer, si può notare come non sia possibile cancellare la partizione.

Per maggiori informazioni su recupero file cancellati o creazione di una partizione di ripristino, vi consiglio questo sito: https://www.recupero-file.info/

Per cancellare la partizione invece, si può ricorrere ad un altro strumento: Diskpart.

Per lanciare Diskpart, cercare “cmd” nella barra delle ricerche di Windows.
Aprire il programma come amministratore.
Digitare diskpart e seguire i comandi come nell’esempio:
“list vol” mostra i dischi e unità collegati al proprio PC. Nel caso dell’esempio ci sono 5 dispositivi fra cui un masterizzatore DVD e altre partizioni. Il disco che possiede la partizione di ripristino da cancellare è il volume 4.

C:\>diskpart

Microsoft DiskPart versione 10.0.17134.1

Copyright (C) Microsoft Corporation.
Nel computer DESKTOP-OIEA4CT

DISKPART> list vol

  Volume ###  Let. Etichetta    Fs     Tipo        Dim.     Stato      Info
  ---------   ---  -----------  -----  ----------  -------  ---------  --------
  Volume 0     E                       DVD-ROM         0 b  Nessun su
  Volume 1         Riservato p  NTFS   Partizione   549 Mb  Integro    Sistema
  Volume 2     C                NTFS   Partizione   118 Gb  Integro    Avvio
  Volume 3     F   VideoVHS     NTFS   Partizione   465 Gb  Integro
  Volume 4     D   Volume       NTFS   Partizione   461 Gb  Integro

Selezionare quindi il volume 4

DISKPART> select vol 4

Il volume attualmente selezionato è il volume 4.

Per assicurarsi che la partizione da rimuovere sia proprio sul volume quattro, lanciare “list part” che mostra l’elenco delle partizioni.

DISKPART> list part

  Partizione ###   Tipo              Dim.     Offset
  ---------------  ----------------  -------  -------
* Partizione 1    Primario           461 Gb  1024 Kb
  Partizione 3    Ripristino        4765 Mb   461 Gb

La partizione di ripristino riporta “Ripristino” come tipo. Il numero associato è il 3.
Quindi digitiamo “select part 3” e poi lanciamo la cancellazione della partizione con l’opzione override.

DISKPART> select part 3

La partizione attualmente selezionata è la partizione 3.


DISKPART> DELETE PARTITION OVERRIDE

Eliminazione della partizione selezionata completata.

Usciamo da Diskpart col comando exit.

 DISKPART> exit

Logical Volume Manager


LVM, acronimo di Logical Volume Manager, è un gestore per volumi logici creato per i sistemi operativi GNU/Linux, attualmente è disponibile nella versione 2.
Il gestore di volumi logici è una suite software che serve per avere i benefici di una vista ad alto livello rispetto a quella tradizionale che mette a disposizione del sistema operativo solo dischi e partizioni.
Grazie al gestore di volumi logici, scopriremo che è possibile avere maggior flessibilità nell’amministrazione e distribuzione di spazio per programmi e utenti.
Sicuramente possiamo considerare l’utilizzo del gestore di volumi logici un argomento abbastanza ostico e avanzato dovuto essenzialmente alla sua complessità.
Probabilmente chi utilizza un computer portatile, un netbook, o un desktop casalingo potrebbe non aver bisogno di utilizzare il gestore dei volumi logici ma chi ha a che fare tutti giorni applicativi che crescono senza regolarità, in ambienti dove il downtime deve essere minimizzato, avrà sicuramente sperimentato il fatto di ritrovarsi con un disco pieno e doversi ingegnare per dare il minimo disservizio. Quanto è difficile precalcolare quanto spazio sarà necessario per l’intera durata di vita di un servizio?
Nell’ottica di migliorare la qualità del servizio e ridurre il tempo di manutenzione degli apparati possiamo sicuramente consigliare l’adozione di LVM. Continua a leggere

Un sistema operativo già installato come xen domU


images Questa guida è scritta per mostrare come adoperare l’installazione di un sistema operativo non virtualizzato come base per un domU di Xen.
Se si dispone di un sistema operativo esistente già installato con incluso il supporto per Xen, è possibile effettuare la sua installazione in un domU. Tuttavia, ci sono alcune cose da conoscere per utilizzarlo correttamente.

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