Partizionare un disco

partizionareQuando si acquista un computer con Windows preinstallato non è necessario sapere cosa sia una partizione del disco, il sistema operativo è già installato e generalmente può usufruire di tutto lo spazio dell’unità di memorizzazione. Quando però si decide di provare un alternativa, un altro sistema operativo ci si deve scontrare con un argomento e dei termini non conosciuti. Il grosso problema è che sbagliare qualcosa durante il partizionamento può compromettere seriamente i dati presenti sul disco. Per cui è importante documentarsi e informarsi per evitare spiacevoli scoperte.

Partizionare un disco significa suddividere lo spazio presente sul supporto. Una partizione è una parte creata dopo il partizionamento.

Windows, nella gran parte delle volte, è situato in una singola partizione grande quanto il disco intero.

E’ necessario però avere più partizioni su un disco se questo ospita diversi sistemi operativi; ad esempio, Windows occuperà una parte del disco mentre GNU/Linux un altra. Ogni sistema operativo ha le sue “strutture” che sono quasi sempre incompatibili con altri sistemi. Inoltre hanno bisogno di partizioni di formati accettati.

Il più comune delle partizioni che ospitano Windows xp è NTFS, Windows 98 invece usava FAT32.

Per GNU/Linux ci sono più scelte: ext3, reiserFS, jfs, ext2…

Quindi un computer appena comperato con Windows xp (o vista) avrà un unica partizione in formato NTFS che starà in tutto il disco. Questa partizione ha il nome C:.

C: non rappresenta il disco rigido, ma la partizione nella quale c’è Windows; per questo motivo su alcuni computer è possibile trovare un unità D: che non è un lettore CD o un masterizzatore ma che permette il salvataggio di dati.

Per installare un altro sistema operativo è necessario guadagnare dello spazio riducendo quello dedicato a Windows, se non si vuole rimuovere Windows.

La prima cosa da fare è controllare se c’è abbastanza spazio libero. La quantità di spazio richiesta dipende dal sistema operativo. Per installare il sistema del pinguino con un ambiente desktop grafico vanno bene 20 gigabyte, il minimo è di quattro.

Perciò è opportuno verificare che ci siano almeno venti gigabyte non usati sul disco. Se sì, è bene effettuare un’operazione di deframmentazione del disco e un salvataggio di tutti i dati presenti (backup).

Windows si troverà all’inizio del disco mentre GNU/Linux verrà messo in fondo.

Di partizioni ne esistono di vari tipi: primarie, logiche e estese. Le partizioni primarie possono essere fino a quattro per disco mentre quelle estese servono ad inglobare quelle logiche. Per Windows è stata usata una partizione primaria e questo deve essere il tipo che dovrà avere dopo il partizionamento. Invece l’altro sistema starà meglio in una partizione logica contenuta in una estesa.

GNU/Linux ha bisogno di due partizioni per funzionare bene. Una quella che conterrà tutti i file mentre l’altra serve per lo scambio (swap). La partizione di swap è una parte del disco che serve per rendere più veloce il caricamento dei programmi.

In più è possibile creare un’altra partizione, in GNU/Linux, che conterrà i file personali e le impostazioni dei vari utenti.

Ricapitolando si avranno tre nuove partizioni logiche contenute in una partizione estese, più la primaria di Windows.

Esistono numerosi programmi per suddividere il disco, ma ogni distribuzione GNU/Linux che si rispetti contiene il suo strumento. A volte questi strumenti possono essere un po’ complicati perché sono poco immediati. Comunque durante l’installazione del sistema operativo viene mostrata una schermata dedicata al partizionamento.

Generalmente la divisione dello spazio proposta dal programma di installazione non è la più appropriata per la situazione. L’ideale è ridimensionare lo spazio di Windows al fine di ottenere una ventina di gigabyte.

Di quello spazio liberato si deve creare una partizione estesa, poi in quella creare tre partizioni. La prima che conterrà il sistema operativo di 11 gigabyte formattata in ext3 (ext3 va bene nella maggior parte dei casi), la seconda deve avere o la dimensione della ram oppure il doppio della ram presente sul computer; la partizione va formattata con swap. Il formato swap è specifico per le partizioni di swap. L’ultima partizione da preparare è la parte che ospiterà i documenti degli utenti, riceverà lo spazio restante dei venti gigabyte. Il formato più essere ext3.

Il motivo per cui esistono vari tipi di formato per GNU/Linux è che questi hanno delle caratteristiche diverse. Alcuni sono più veloci a fornire l’accesso a file di piccole dimensioni altri a quelli di grande dimensione, altri contengono delle tecnologie che permettono il completamento delle scritture su disco in caso di arresto accidentale.

E’ possibile naturalmente cancellare completamente Windows e dedicare il disco ad altri sistemi operativi in questo caso è opportuno installare GNU/Linux sempre in partizioni estese. Se si vogliono adoperare più distribuzioni (Debian, Fedora, Mandriva, OpenSuse, Ubuntu…) non è necessario preparare più partizioni swap si può adoperare quella già creata.

Il miglior modo per sperimentare il partizionamento è utilizzare un programma di virtualizzazione che consente di provare programmi e sistemi operativi installandoli in file singoli.

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